A NIGUARDA NASCE UN ORTO COMUNE O “COMMUNITY GARDEN”

E’ domenica 31 maggio, nel pomeriggio di questa splendida giornata di primavera, sono in giro per il parco nord per una biciclettata in famiglia, decido quindi di fare visita agli ortisti di questo nuovo progetto, OrtoComuneNiguarda. Siamo tra la via Tremiti e la via Privata Cherso, da lontano si sbraccia per salutarmi Arianna Bianchi, una laurea in filosofia, un passato da archivista di museo, oggi moglie, mamma, attiva sostenitrice dell’alimentazione biologica, del consumo critico, ottima cuoca, ma soprattutto co-fondatrice, assieme ad altre 21 persone, di questo progetto. Una amicizia la nostra nata attraverso i Gruppi di Acquisto Solidali di zona 9, e al progetto Una Spesa Diversa di Bresso, con la Cooperativa Sociale SiSipuofare, attiva nell’inserimento lavorativo di ragazzi diversamente abili.

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Siede pazientemente ad uno scarno tavolino, in attesa di incontrare la comunita’ niguardese che venga a conoscere il progetto e, perche’ no, a prenderne parte attivamente.

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Arianna, mi spieghi cos’e’ OrtoComuneNiguarda?

E’ un progetto dell’Ente Parco Nord, che ha ricevuto in gestione dal Comune di Milano, proprietario dell’area, questo terreno di 4.800 metri quadrati, al fine di creare, con un progetto partecipato, un orto comunitario. Il parco dovrebbe, prossimamente, dare questo terreno in convenzione alla Associazione OrtoComuneNiguarda, appositamente costituita da una ventina di fondatori. Si tratta di una esperienza completamente diversa dalla consueta assegnazione di piccoli orti in uso a pensionati o privati in generale, ed assomiglia a cio’ che avviene da tempo in altre citta europee e negli Stati Uniti. (ndr.: anche in Italia c’e’ un progetto di orto comune o “community garden” nato di recente a Firenze, di cui si tratta ampiamente al sito www.ortidipinti.it).

Che finalita’ si pone l’Associazione OrtoComuneNiguarda?

L’associazione nasce come un progetto che offre ai cittadini la possibilita’ di gestire un orto e realizzarvi un progetto. Il direttore operativo del progetto, nonche’ socio, per l’Ente Parco Nord e’ Fabio Campana, un agronomo. Lo vediamo mentre sta lavorando nell’orto. La discussione sul progetto e’ stata molto partecipata, sono state create varie aree tematiche su cui lavorare, e sono stati costituiti diversi sottogruppi, con la accortezza di lavorare anche tutti insieme su un progetto unico qualora lo si ritenga prioritario.

Tra i promotori siete alcuni Gasisti, quale e’ stato il vostro apporto sulla scelta della agricoltura biologica?

In realta’ c’e’ stata condivisione sulla scelta del biologico da parte di tutti i soci fondatori, con differenti sensibilita’ circa un approccio piu’ tradizionale, piuttosto che sinergico oppure vicino alla permacultura.

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Avete restrizioni circa le coltivazioni fuori terra, dovute alla presenza di inquinanti nel terreno?

Questo orto non ha l’obbligo di effettuare coltivazioni esclusivamente fuori terra, trattandosi, secondo quanto ci e’ stato comunicato dall’Ente Parco Nord, di suolo agricolo che in origine era lontano da strade aperte al traffico. La adiacente via Tremiti e’ stata aperta da quando le auto non usano piu’ benzina con piombo. Sono state comunque gia’ impiantate delle siepi, che proteggeranno l’orto dalla adiacente strada. Anche gli ortisti confinanti non possono usare prodotti chimici.

Quante persone attivamente ci lavorano al momento?

Per ora sono attive una quindicina di persone, ma l’estate e’ alle porte e si rischia che il numero si riduca ulteriormente. L’invito che facciamo a chi vuole collaborare, e’ di associarsi e, cosi facendo, ricevera’ via email informazioni circa gli orari di apertura dell’orto, e potra’ conseguentemente comunicare le proprie disponibilita’.

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Quale destinazione avranno i frutti dell’orto?

Ribadisco che l’orto e’ un bene comune, non si e’ dato luogo e non si dara’ luogo a nessuna parcellatura individuale. Questa soluzione e’ stata condivisa ampiamente da subito da tutti i soci fondatori. Oggi abbiamo qualche resistenza in piu’ a proporci all’esterno, dove alcuni aspiranti soci ci chiedono sia “che cosa mi portero’ a casa?” e come disporre di un pezzetto di terra. L’obiettivo di quest’anno e’ vedere se le piante crescono e non arrivare ad un vero raccolto, mentre alcuni prodotti, come le insalate, sono gia’ pronte. Speriamo che ci sia almeno quanto basti per organizzare una bella spaghettata con insalatona comunitaria per tutti i i soci. La discussione invece su come dividere i frutti dell’orto non e’ ancora iniziata, dovra’ essere presa assemblearmente. Si potrebbe, ad esempio, proporre l’assegnazione ai soci richiedenti di una “cassetta” con una parte del raccolto, a fronte di una donazione volontaria alla associazione.

Potremo trovare i vostri ortaggi al Mercatino Agricolo Biologico de La Casa di Alex?

L’Associazione OrtoComuneNiguarda non puo’ vendere a terzi, nemmeno al Mercatino Biologico. Altre considerazioni in merito a possibili vendite di prodotti non sono nemmeno state prese in considerazione.

Cosa chiedete ai nuovi soci?

Un versamento minimo di 10 euro per i soci ordinari, che possono diventare fino a 30 euro per i soci sostenitori. Si accettano anche donazioni libere. Nessun socio ha obblighi di prestare opere all’interno dell’orto. Non esiste al momento la figura del socio cooperatore, ma solo un nucleo di 22 soci fondatori, che ha dato luogo ad un direttivo che al momento e’ formato da 14 persone. Con le quote associative vengono coperte le spese iniziali per la costituzione della associazione e una polizza Responsabilita’ Civile. Lo statuto prevede un numero di soci illimitato.

Vedo che ci sono diverse aree su cui insistono coltivazioni diverse

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Stiamo realizzando al momento diverse “stanze”, tra cui una “stanza” di ortaggi esotici, con la collaborazione della facolta’ di agronomia. Poi c’e’ una stanza di erbe aromatiche, con una struttura a spirale che salendo creera’ diversi microclimi. Ma ci sono anche stanze di agricoltura tradizionale con metodo biologico. Abbiamo anche un’altra stanza con ortaggi antichi, finalizzata al recupero di varieta’ tradizionali italiane, dove non si usano ibridi e innesti, recuperandole tramite l’associazione Civilta’ Contadina (www.civiltacontadina.it).

Ad esempio?

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Ad esempio il “Cyclanthera pedata”, comunemente chiamato il “milione” oppure in lombardo “miliun”, che e’ una sorta di cetriolino rampicante originario del sudamerica che coltivano in valsassina da un centinaio di anni, e viene messo sott’aceto (ndr.: per approfondimenti ho trovato questo interessante link http://www.ortidipace.org/?p=313 )

fragola_ananasOppure la “fragola ananas”, una varieta’ ibrida ma “stabilizzata” da oltre cento anni, originaria del sudamerica e recuperata in Inghilterra da alcune persone; tramite un istituto svizzero che si occupa del recupero di specie rare, siamo entrati in possesso di due piantine; si tratta di una fragola bianca con puntini rossi, che non sappiamo che sapore abbia ma stiamo aspettando con ansia che cresca per poterla assaggiare. (ndr.: se ne parla qui : http://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/8641-fragole-ananas-pine-berry )

Ci sara’ una sinergia con le scuole di zona?

11207324_10207136637964446_6836885886507581107_nIn fondo a questo orto e’ stato creato uno spazio destinato alla apicoltura, in collaborazione con la scuola Cesari, e anche l’esperienza del nonno Carlo, che si occupa con dedizione da anni degli orti della medesima scuola, verra’ sicuramente portata in questo orto comune. I nostri figli verranno prossimamente a visitarlo!

Dovrete affrontare molte spese strutturali?

L’Ente Parco Nord dovra’ occuparsi delle opere strutturali, e siamo a conoscenza che abbia destinato dei fondi a questo progetto. Al momento non abbiamo nemmeno un impianto di irrigazione, ma gli ortisti privati vicini ci prestano gentilmente la loro acqua, che viene utilizzata per una irrigazione manuale, che occupa due ore di tempo di una unica persona. Inoltre speriamo che per il mese di agosto, avendo l’orto bisogno di irrigazioni frequenti, sia pronto un impianto di irrigazione automatico temporizzato, che comporterebbe anche un allacciamento alla rete elettrica, che in questo momento manca.

Beni comuni, agricoltura biologica a kilometro zero, recupero di varieta’ antiche di sementi, sinergia con le scuole. Beh, non c’e’ che dire, di ca.. verdura al fuoco ce ne e’ abbastanza, non mi resta che diventare socio e iscrivermi a Googlegroup per conoscere le date in cui l’orto e’ aperto. Oltre ad una tastiera di un computer, riusciro’ a prendere in mano una zappa ?

Per maggiori informazioni :

Email: ortocomune@gmail.com

Pagina Facebook: OrtoComune Niguarda

Googlegroup: Ortocomuneniguarda

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